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To stage or not to stage?

Tempo di lettura 3 min

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Parliamo di stage, o tirocini formativi, che dir si voglia, prendendo spunto dagli articoli del famoso blog, ora diventato sito, della Repubblica degli Stagisti, e dal post di Marco Patruno su Generazione P.

"Regolamentati" (le virgolette sono d'obbligo) dalle legge 196/97, i tirocini formativi, alias stage, rapprensentano ormai la porta d'ingresso nel precario mondo del lavoro...
Da regolamento appunto lo stage dovrebbe avere una valenza formativa per il tirocinante, per cui si prepara l'apposito progetto formativo, ed una valenza selettiva per l'azienda che attraverso lo stage può conoscere giovani talenti e testarli ai fini di una eventuale assunzione.

Nella realtà cosa succede?
Dipende dai casi, o meglio dipende dalle aziende:
a) in alcuni casi il tirocinio è davvero professionalizzante perchè consente al giovane appena uscito dall'università di fare esperienza in azienda e di arricchire il suo CV,
b) in rari casi lo stagista viene anche effettivamente assunto dall'azienda,
c) in altri purtroppo lo stage si rivela pressochè inutile, se la persona viene messa solo a fare attività operative, come le classiche fotocopie, o addirittura dannoso, se invece lo stagista viene sfruttato, svolgendo in pratica le stesse attività di un dipendente ma senza la corrispettiva retribuzione...

Quale risposta dare dunque alla domanda: "To stage or not to stage?"
Questa: bisogna scegliere con cura lo stage!
Il che significa: verificare la serietà dell'azienda, fare molte domande sulla natura delle attività, accettare solo stage con un rimborso spese ragionevole...a meno che non ti venga proposta un'occasione tale da non poterla rifiutare (es si tratta dell'unica azienda che si occupa di un certo tipo di business..oppure ci sono reali prospettive di assunzione ecc...).

Sul sito La Repubblica degli Stagisti puoi consultare: "La carta dei diritti dello stagista" e l'elenco delle aziende che vi hanno aderito, meritandosi così il bollino di OK stage!

bollino

Anche se l'azienda che ti ha proposto lo stage non fosse  presente nella lista bianca...fai attenzione che almeno non sia in quella nera!

Inoltre puoi utilizzare i principali punti della carta dei diritti come criterio della tua scelta:

  • Gli stagisti devono essere pochi, perché a ciascuno possa essere assicurata un’adeguata attenzione dal punto di vista formativo e, almeno nel caso di stage in strutture private, una concreta possibilità di assunzione al termine dello stage.
  • Gli stagisti devono percepire un rimborso spese adeguato (almeno 250 euro netti mensili per diplomati e studenti universitari; almeno 500 euro netti mensili per laureati)
  • La durata massima deve essere di sei mesi (salvo casi eccezionali in cui il rimborso spese e la possibilità di essere assunti al termine dello stage siano particolarmente alti).


di Mariangela Tripaldi
Psicologa del Lavoro abilitata, Coach specializzata nella Crescita professionale e nello Sviluppo di Carriera e Fondatrice di Coachlavoro.com.
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a) in alcuni casi il tirocinio è davvero professionalizzante perchè consente al giovane appena uscito dall'università di fare esperienza in azienda e di arricchire il suo CV,
b) in rari casi lo stagista viene anche effettivamente assunto dall'azienda,
c) in altri purtroppo lo stage si rivela pressochè inutile, se la persona viene messa solo a fare attività operative, come le classiche fotocopie, o addirittura dannoso, se invece lo stagista viene sfruttato, svolgendo in pratica le stesse attività di un dipendente ma senza la corrispettiva retribuzione...

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  • Gli stagisti devono percepire un rimborso spese adeguato (almeno 250 euro netti mensili per diplomati e studenti universitari; almeno 500 euro netti mensili per laureati)
  • La durata massima deve essere di sei mesi (salvo casi eccezionali in cui il rimborso spese e la possibilità di essere assunti al termine dello stage siano particolarmente alti).


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