A chiunque nella vita sarà capitato almeno una volta di vivere un momento di "crisi"...
Magari hai partecipato ad un progetto importante, ci hai lavorato giorno e notte, ma poi tutto viene bloccato per non precisati motivi...
Oppure, il tuo posto di lavoro in cui hai operato per tanto tempo all'improvviso non c'è più, perchè l'azienda è costretta a fare dei tagli o a chiudere..
Oppure ancora, se hai un'attività in proprio, di notte arriva qualcuno che ti mette a soqquadro lo studio o il negozio...
E tu da un giorno all'altro perdi tutto quanto avevi costruito, quello in cui avevi creduto, che ti dava un sostegno ed una sicurezza non soltanto economica ma anche psicologica!
In quei momenti si vive un turbinio di emozioni che vanno dalla frustrazione alla rabbia, dal dolore della perdita alla paura di un futuro oltremodo incerto....
I pensieri passano da: "Perchè proprio a me? Ma che ho fatto di male per meritarmi tutto questo?"... a: "Non ce l'ha farò mai...ormai ho perso tutto!".
Insomma, si entra in un buco nero da cui è davvero difficile uscire: la crisi da acuta, se prolungata nel tempo, può diventare anche cronica.
Questo significa che le emozioni si fanno meno intense rispetto allo scoppio iniziale....ma si prolungano nel tempo tanto da diventare quasi parte di te...
E visto che il mondo che ti circonda tende ad essere piuttosto pessimista, succede che anche dall'esterno ricevi input negativi che non fanno altro che ribadirti che, una volta che si è caduti in disgrazia non ci si possa più risollevare...
Anzi ti arrabbi contro chi, armato delle migliori intenzioni, tenta di rincuorarti con frasi ispirate dal "pensiero positivo" (ormai in voga) : "Su!Non è successo nulla di grave...! Il problema è solo nella tua mente...! In realtà si tratta di un'opportunità di crescita per te...!"
Insomma, queste persone professano la filosofia secondo cui la crisi è di fatto un'opportunità....Ma è davvero così?
Io ci ho riflettuto molto, anche sulla scia del precedente articolo in cui mettevo a confronto l'atteggiamento pessimista con quello ottimista e realista...e sono arrivata alle seguenti conclusioni...
Considero la crisi come un evento o una serie di eventi esterni che ti colpiscono con poco o nessun preavviso, scombussolando le tue certezze e causando grosse difficoltà, in modo simile ad una tempesta in mare (per usare la metafora del vento usata nel precedente articolo).
Ebbene, il mio punto di vista non è quello del costruttivismo estremo (per cui la realtà non esiste ma siamo noi che la costruiamo con i nostri pensieri), ma neppure del realismo "materialista" per cui la realtà è oggettiva, come un blocco di cemento.
Mi ritengo piuttosto una "realista critica", per cui i fatti esistono (della serie, se hai perso il lavoro significa che ora sei senza lavoro, non che sei una persona libera e felice), ma credo che come esseri umani abbiamo una capacità incredibile di poter dare un senso e un orientamento diverso a ciò che accade.
Quindi noi, con i nostri pensieri e le nostre conseguenti azioni, possiamo trasformare un ostacolo sul nostro cammino in un trampolino verso un livello più elevato!
Le difficoltà sono secondo me delle prove, che volentieri eviteremmo, ma che quando accadono possono o buttarci a terra, oppure diventare uno stimolo per crescere.
La "crisi" non è di per sè un'opportunità, ma può diventarlo, se orientiamo bene la nostra mente!
Per prima cosa infatti la difficoltà ci fa rendere conto dei nostri punti deboli e, lo sappiamo, la consapevolezza è il primo passo per il miglioramento!
La crisi ci costringe di fatto ad affrontare i nostri limiti, a prendere atto che abbiamo costruito la nostra casa sulla sabbia anzichè sulla pietra...
Questo è chiaramente destabilizzante, ma è anche la spinta che ci porta a ri-scoprire le nostre vere risorse interne (conoscenze, capacità, energia) ed esterne (persone su cui fare affidamento, la nostra rete di supporto).
Anche le nostre risorse spesso sono date per scontate, o addirittura ignorate! Abbiamo un tesoro dentro e fuori di noi a cui non attingiamo!
Preso quindi atto dei nostri punti deboli e delle nostre ricchezze, fissiamo lo sguardo su ciò che vogliamo veramente, riprendiamo in mano il nostro progetto iniziale, quello da cui eravamo partiti ma che è stato bloccato dall'ostacolo.
Riguardiamolo e modifichiamolo, se necessario, alla luce di quanto abbiamo appreso, ma non molliamolo. Perchè è solo quando gettiamo la spugna che la "crisi" l'avrà vinta su di noi!
Costruiamo quindi la nostra nuova casa su fondamenta più stabili e con materiali più solidi.
Prepariamoci, una tempesta può arrivare da un momento all'altro, ma se siamo vigili e ben piantati, non ci travolgerà!
E se anche il peggio dovesse accadere, essere riusciti a rialzarci una volta ci dà la certezza che potremo farlo ancora, perchè siamo capaci di ripartire e di rinascere, come una pianta in primavera dopo un rigido inverno.
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A chiunque nella vita sarà capitato almeno una volta di vivere un momento di "crisi"...
Magari hai partecipato ad un progetto importante, ci hai lavorato giorno e notte, ma poi tutto viene bloccato per non precisati motivi...
Oppure, il tuo posto di lavoro in cui hai operato per tanto tempo all'improvviso non c'è più, perchè l'azienda è costretta a fare dei tagli o a chiudere..
Oppure ancora, se hai un'attività in proprio, di notte arriva qualcuno che ti mette a soqquadro lo studio o il negozio...
E tu da un giorno all'altro perdi tutto quanto avevi costruito, quello in cui avevi creduto, che ti dava un sostegno ed una sicurezza non soltanto economica ma anche psicologica!
In quei momenti si vive un turbinio di emozioni che vanno dalla frustrazione alla rabbia, dal dolore della perdita alla paura di un futuro oltremodo incerto....
I pensieri passano da: "Perchè proprio a me? Ma che ho fatto di male per meritarmi tutto questo?"... a: "Non ce l'ha farò mai...ormai ho perso tutto!".
Insomma, si entra in un buco nero da cui è davvero difficile uscire: la crisi da acuta, se prolungata nel tempo, può diventare anche cronica.
Questo significa che le emozioni si fanno meno intense rispetto allo scoppio iniziale....ma si prolungano nel tempo tanto da diventare quasi parte di te...
E visto che il mondo che ti circonda tende ad essere piuttosto pessimista, succede che anche dall'esterno ricevi input negativi che non fanno altro che ribadirti che, una volta che si è caduti in disgrazia non ci si possa più risollevare...
Anzi ti arrabbi contro chi, armato delle migliori intenzioni, tenta di rincuorarti con frasi ispirate dal "pensiero positivo" (ormai in voga) : "Su!Non è successo nulla di grave...! Il problema è solo nella tua mente...! In realtà si tratta di un'opportunità di crescita per te...!"
Insomma, queste persone professano la filosofia secondo cui la crisi è di fatto un'opportunità....Ma è davvero così?
Io ci ho riflettuto molto, anche sulla scia del precedente articolo in cui mettevo a confronto l'atteggiamento pessimista con quello ottimista e realista...e sono arrivata alle seguenti conclusioni...
Considero la crisi come un evento o una serie di eventi esterni che ti colpiscono con poco o nessun preavviso, scombussolando le tue certezze e causando grosse difficoltà, in modo simile ad una tempesta in mare (per usare la metafora del vento usata nel precedente articolo).
Ebbene, il mio punto di vista non è quello del costruttivismo estremo (per cui la realtà non esiste ma siamo noi che la costruiamo con i nostri pensieri), ma neppure del realismo "materialista" per cui la realtà è oggettiva, come un blocco di cemento.
Mi ritengo piuttosto una "realista critica", per cui i fatti esistono (della serie, se hai perso il lavoro significa che ora sei senza lavoro, non che sei una persona libera e felice), ma credo che come esseri umani abbiamo una capacità incredibile di poter dare un senso e un orientamento diverso a ciò che accade.
Quindi noi, con i nostri pensieri e le nostre conseguenti azioni, possiamo trasformare un ostacolo sul nostro cammino in un trampolino verso un livello più elevato!
Le difficoltà sono secondo me delle prove, che volentieri eviteremmo, ma che quando accadono possono o buttarci a terra, oppure diventare uno stimolo per crescere.
La "crisi" non è di per sè un'opportunità, ma può diventarlo, se orientiamo bene la nostra mente!
Per prima cosa infatti la difficoltà ci fa rendere conto dei nostri punti deboli e, lo sappiamo, la consapevolezza è il primo passo per il miglioramento!
La crisi ci costringe di fatto ad affrontare i nostri limiti, a prendere atto che abbiamo costruito la nostra casa sulla sabbia anzichè sulla pietra...
Questo è chiaramente destabilizzante, ma è anche la spinta che ci porta a ri-scoprire le nostre vere risorse interne (conoscenze, capacità, energia) ed esterne (persone su cui fare affidamento, la nostra rete di supporto).
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